Web 2.0, web sociale e web di prossimità. Un tentativo di definirli
Tento un riassunto dei miei post precedenti sul tema del web sociale. Lo scopo non è di “chiudere” l’argomento (anzi) ma di evitare alcune frequenti confusioni concettuali che rendono oscura la discussione in rete su questo argomento. La confusione principale consiste forse nel concentrarsi sugli strumenti tecnici trascurando i loro utilizzi reali (fallacia tecnologica).
Quando si qualifica il web come “sociale” sono appunto gli usi sociali che dovrebbero essere posti in evidenza, non quelli tecnologici. Gli strumenti tecnologici cambiano velocemente, i legami sociali invece rimandano a situazioni più stabili, più “fondamentali” della vita di relazione. Proviamo:
Web 2.0
Questa è una categoria ormai ampiamente dibattuta. Comprende una serie di strumenti e ambienti di relazione che ci aiutano a facilitare le relazioni tra persone psicologicamente vicine, almeno per alcuni aspetti. Change.org è un chiaro esempio di questo:
Change.org aims to transform social activism by serving as the central platform that connects likeminded people, whatever their interests, and enables them to exchange information, share ideas, and collectively act to address the issues they care about
Spesso si tratta di persone fisicamente lontane, ma questa non è una caratteristica essenziale. E’ possibile allargare questi gruppi di “affini” invitando altri o entrando in contatto con persone invitate da altri membri delle comunità di interessi che così si creano. Qualche esempio tra i mille possibili: Facebook (iniziamente gruppi di ex compagni di scuola), aNobii (amanti della lettreratura), Ning (gruppi di interesse di vario tipo). Di solito questi servizi si autodefinicono genericamente “web sociale”, ma non rientrano nella definizione più ristretta che propongo.
Web sociale
In questo caso si tratta di facilitare le relazioni tra persone psicologicamente lontane. A volte si tratta di persone fisicamente vicine, ma questa non è una caratteristca essenziale. Può essere il caso di colleghi di lavoro, di condominii, di abitanti dello stesso quartiere o città. Chi si trova a partecipare allo stesso gruppo di lavoro può non avere particolori motivi di assere “amico” dei suoi occasionali colleghi, ma deve comunque imparare a capirli e a comunicare bene con loro se vuole riuscire a lavorarci assieme.
Il punto cruciale consiste però nelle possibilità di confrontarsi con “altri” la cui diversità può anche essere fonte di conflitti. Si tratta di esplorare la possibilità di disinnescare almeno quella parte di conflittualità che dipende dalle difficoltà di comunicazione.
Un esempio di questo è Global Teenager Program che realizza programmi di studio congiunti tra studenti di versi paesi con il metodo dei circoli di apprendimento. Anche wikipedia funziona come web sociale perchè più persone possono collaborare nella redazione di un documento comune e questo implica che devono trovare un accordo tra loro su che cosa scrivere e come scriverlo.
La vera difficoltà consiste nel fatto che quando esitono forti e reali disaccordi la comunicazione online si rivela un legane debole, perchè è molto facile interromperla e ritirasi dalla relazione. Chiunque abbia provato a gestire un sito web aperto a tutti su argomenti caldi (immigrazione, religione, politica, differenze di genere, ecc.)si è reso conto di come sia diffcile arrivare a sostituire gli insulti con le argomentazioni. Questa è una frontiera e un banco di prova cruciale per la credibilità del web come ambiente propriamente sociale.
Web di prossimità
Si ha quando ilweb facilita le relazioni tra persone fisicamente vicine anche nel caso siano psicologicamente lontane. Il web interfaccia le persone tra loro e la vita dei gruppi locali con i servizi di rete in senso ampio. Si tratta qui di un web situato e incorporato nel mondo reale che arriva anche influenzare le vite degli esclusi digitali o volutamente analogici, per vie indirette. esempio: LifeAt, Yelp
Non è facile trovare in Italia esempi di web di prossimità. Gli strumenti tecnici sono sovrabbondanti, mancano però le basi culturali per attività di questo tipo. Un esempio clamoroso di questa carenza può forse essere indicato nel totale fallimento del portale www.italia.it, che nonostante i colossali investimenti di denaro pubblico non ha mai funzionato e non funzionerà. Il portale, che aveva lo scopo ambizioso di dcumentare tutto il territorio italiano a supporto del turismo, è un tipico esempio di progetto “ministeriale” (web 1.0 o meglio web 0.0 se preferite) originato dalla tipica cultura della programmazione & controllo che non riesce neppure a concepire la logica del web sociale e meno che mai qualla del web di prossimità. Quest’utima avrebbe suggerito di coinvolgere nel progetto i gruppi locali che conoscono e amano il territorio in cui vivono chiedendo la loro collaborazione per realizzare i contenuti.

Qualcuno però ostinatamente ci prova. A partire da un piccolissimo paese di montagna, Voltago Agordino Luigi Bertuzzi, un giovane ingegnere , sta tentando con ostinazione di creare Un Porto sul Web e prima o poi ci riuscirà. Non è facile e l’idea vincente non ha ancora preso una forma definita, però sta emergendo la proposta dei Villaggi di Apprendimento. Chi vuole contribuire può farlo su Ning, nel gruppo Circolo Bloggers del Veneto .

campobaseweb scrive,
24 Ottobre 2007 @ 08:36
Questa perla che hai prodotto non saprei come pagartela
Mi riferisco al tuo uso - secondo me - centrato in pieno, del Web come “interfaccia”.
Cominciavo a temere che non sarei mai arrivato a veder sorgere l’alba di un “Web interfaccia”.
Quanto al “giovane ingegnere” … andrebbe sostituito con “fisico mancato e informatico segato”, o eventualmente con un equivalente “fisico bestiale” :-)))
L’esperimento di Blog lo iniziai battezzandolo “trovamiunnome”; poi introdussi l’alias “Un porto sul Web”, che più tardi fu sostituito da “Campobaseweb” … insomma … non so ancora come chiamarlo e se arriverà a contribuire alla creazione di un Web di prossimità.
Conto di fare ancora qualche progresso .. se spuntano contributi incoraggianti come i tuoi!
Luigi
PS - Volevi essere incoraggiante, vero?
Adriano De Vita scrive,
24 Ottobre 2007 @ 16:26
Certo che volevo essere incoraggiante !
Si tratta di insistere con pazienza perchè queste cose maturano un po’ alla volta specialmente se sono coinvolti altri e devono esserlo per forza.
Ci vuole la capacità negativa di Keats, base di ogni capacità creativa:
“intendo la ‘Capacità Negativa’, cioè quando un uomo sia capace di rimanere in incertezze, misteri, dubbi senza alcun irritante raggiungimento a seguito di fatti e raziocinio”.
Quanto al “giovane” … di spirito, s’intende , ma conta ;-))
annarita scrive,
24 Ottobre 2007 @ 22:31
Adrianooooo! Ho scoperto il tuo blog;). Che miniera! Ma lo sai che sono sul punto di preparare un articolo sul web 2.0 e alcuni suoi potenziali strumenti didattici per la rivista Scuola e Didattica con cui collaboro?
Questo e altri tuoi articoli sono preziosi. Non ho il tempo adesso per discutere come vorrei su questi temi. Però, intanto, vado a segnalare questo post sul mio http://websomethingelse.blogspot.com, nella sezione apposita della sidebar “I posts consigliati della settimana”. Poi inserisco il link del tuo blog nella sezione “Elearning, web, conoscenza e tecnologie educative” e poi cito il tuo blog (insieme ad altri) nell’articolo per la rivista.
A presto e scusa la confusione;)
Adriano De Vita scrive,
25 Ottobre 2007 @ 16:13
Grazie Annarita…
in realtà per inveterata pigrizia non ho mai mosso un dito per promuovere questo blog (a parte qualche amico che ho obbligato a registrarsi la forza nei primi tempi). E’ chiaro che ti manda la provvidenza ;-))
campobaseweb scrive,
26 Ottobre 2007 @ 08:53
Questo Blog lo dovresti promuovere come “alternativa emergente ed intelligente” alla stragrande maggioranza dei Blog che parlano più di potenziali strumenti, che di potenziali obiettivi/utenti.
naturalmente.
Nella mia umile opinione
Luigi
annarita scrive,
29 Ottobre 2007 @ 16:37
@campobaseweb: sono d’accordo con te;)